Historical house Bolognini Martinozzi

Montalcino e la Val d’Orcia/Montalcino and the Val d’Orcia

Vista Montelifré giugno 2017 copia
MONTALCINO E LA VAL D’ORCIA

Un tripudio di colori d’estate e morbide colline, quasi lunari in autunno, con chiesette, viali, cipressi Vivere la Val d’Orcia in tutte le stagioni è come entrare in un quadro. Un quadro che si può apprezzare in migliaia di angolazioni diverse, tra Montepulciano, Pienza, piccola patria del Rinascimento e del “cacio”, e Montalcino, il Comune dove sorge il Castello di Montelifrè, in località San Giovanni d’Asso.  Bisogna trascorrere qui almeno un week end, tra casali dispersi dove soggiornare e paesini dove il tempo sembra essersi fermato.

La valle, patrimonio dell’Unesco. La Val d’Orcia, con i suoi magnifici paesini rinascimentali e i suoi dolci colli, è dal 2004 patrimonio dell’Unesco grazie alla perfetta conservazione del suo paesaggio, ridisegnato dall’uomo per rispettare i criteri estetici e “del buon governo” di ispirazione rinascimentale. Colline e cipressi che rompono la linea dell’orizzonte hanno influenzato i pittori del ‘500, al punto da diventare scorci iconici di uno dei movimenti artistici e culturali più floridi che vi siano stati in Italia.

Palazzo_del_Capitano_MontepulcianoMontepulciano, la porta dell’Orcia. Dall’Autostrada del Sole, lungo il confine tra Toscana e Umbria, raggiungiamo Montepulciano. Arroccata su un colle, è un borgo unico con eleganti edifici rinascimentali e antiche chiese. Pur essendo uno dei luoghi più famosi al mondo per la produzione del vino Nobile, è diventato famosissimo dopo che le sue piazze e i suoi palazzi hanno fatto da perfetta scenografia ai protagonisti del film New Moon della saga Twilight. Da non perdere Piazza Grande e il paesaggio che si gode dai punti più alti della città sui vigneti della Val d’Orcia.

Pienza_italyPienza, la “città ideale”. Pienza è il vero cuore pulsante della valle, con la sua incredibile concentrazione di architetture rinascimentali. Nel ‘500 era considerata la “Città ideale”. La sua struttura urbana è intatta, l’antico fascino anche. Lungo Corso Rossellino il ritmo della vita rallenta tra botteghe artigiane dove si vendono abiti di lana e gastronomie dove l’odore del “cacio” è così intenso da sognarselo sull’aereo del ritorno. Sulla piazza Piccolomini, intitolata al Papa che per primo valorizzò Pienza, si affaccia il Duomo, nota anche come Cattedrale dell’Assunta. E’ un prezioso scrigno, contiene vari dipinti rinascimentali ed è sovrastato da un tipico campanile dalla forma ottagonale. Palazzo Piccolomini, alla destra del Duomo, residenza estiva di Papa Pio II, è un autentico gioiello.  È imperdibile una visita al suo giardino pensile che si apre sulla Val d’Orcia. Di fronte al Duomo il Palazzo Comunale, un tempo residenza dei Priori ed espressione del potere temporale. L’edificio è caratterizzato da un ampio portico e da quattro bifore nella parte superiore. Appena fuori dal borgo, lungo una strada leggermente in discesa, un altro luogo da visitare, la Pieve di Corsignano, fondata nel VII secolo in stile romanico, che ha mantenuto il nome originario del borgo. Infatti, l’abitato di Pienza era conosciuto come Corsignano. Dopo l’intervento di Pio II la cittadina cambiò nome e divenne “la città di Pio”, Pienza.

Cap_vitaleta San Quirico d'OrciaSan Quirico e  la cappella sulla collina. Lasciando la “Città ideale, spostatevi verso San Quirico d’Orcia: sembra di entrare dentro un quadro tra colline brulle, colori irreali, strade bianche che salgono sinuose tra i filari di cipressi, le piccole pievi e i casali nelle campagne. La strada lambisce a sud il territorio delle Crete senesi, straordinario e suggestivo per i calanchi e biancane, fenomeni creati dalla terra a causa dell’erosione causata dalla pioggia e dal vento, che restituiscono al paesaggio un elemento unico che tra la terra grigia dell’autunno, dona pennellate di bianco calcareo. A metà strada tra Pienza e San Quirico d’Orcia c’è, nascosta dietro una collina, la piccola Cappella della Madonna di Vitaleta. Contornata da cipressi, è stata eretta nel 1553 su un tabernacolo più antico, nello stesso posto in cui la Madonna sarebbe apparsa a una pastorella. Se vorrete visitarla, vi accompagnerò io stesso, perché trovarla non è facile. Bisogna trovare la piccola strada bianca che si distende tra le colline in un paesaggio irreale. Poi c’è un tratto che va percorso a piedi sul crinale di una collina, dopo aver parcheggiato l’auto dietro il cancello che sbarra la strada. San Quirico era un’importante stazione lungo la via Francigena. Eretto in cima a una collina, mantiene ancora la sua struttura medievale, racchiusa dalle sue mura. Entrando dalla porta di nord-ovest, ci troviamo subito di fronte alla Collegiata di San Quirico e Giulietta, in stile romanico con elementi gotici. A fianco della Collegiata c’è Palazzo Chigi, oggi sede del comune. Da non perdere, poco avanti, gli Horti Leonini, un giardino all’italiana disegnato da Diomede Leoni in periodo rinascimentale. Al suo interno, oltre alla statua di Cosimo III de’ Medici ci sono anche i resti della Torre del Cassero, struttura medievale distrutta durante la seconda guerra mondiale.

1200px-Fortezza-Montalcino-SI-ITMontalcino, la città del vino. Usciamo dalla cittadina e seguiamo la strada regionale 2 verso ovest. Sempre verso ponente, lasciamo la regionale per proseguire lungo la provinciale 14. Dopo pochi chilometri siamo a Montalcino, la città del Brunello, il Comune nel quale sorge il Castello di Montelifrè in località San Giovanni d’Asso.  Montalcino è una città magica, la struttura medievale e rinascimentale è perfettamente intatta. L’abitato, non ha subito cambiamenti dal XVI secolo ad oggi. Il borgo è dominato dalla possente Rocca, una fortezza realizzata nel 1361 quando passò sotto il dominio di Siena. Da non perdere è il Palazzo dei Priori con la sua stretta e lunga torre, sede del comune in Piazza del Popolo, il Palazzo vescovile e la Cattedrale del Santissimo Salvatore. Tra i vicoli ci si può perdere tra botteghe di artigiani ed enoteche dove è possibile acquistare i due vini che hanno reso Montalcino famoso in tutto il mondo: il Brunello di Montalcino  e il Rosso di Montalcino. Cosa visitare a Montalcino: il Duomo; la Chiesa di San Lorenzo in San Pietro; la Rocca di Montalcino; il Castello Banfi; il Museo Civico e Diocesano; il Museo della Comunità di Montalcino del Brunello; il Museo del Vetro; il Museo del Tartufo. I principali eventi a Montalcino: la Sagra del Galletto; la Sagra del Tordo; il festival della Val d’Orcia-Festival Internazionale di Montalcino; la Settimana del Miele; Jazz and Wine; la Giostra di Simone.

 Abbazia_di_Sant'AntimoSant’Antimo, l’abbazia di Carlo Magno. Dopo la visita a Montalcino  potete proseguire verso l’Abbazia di Sant’Antimo verso sud lungo la provinciale 55. Il paesaggio è ora meno arioso. Le brulle colline di cipressi lasciano spazio alla boscaglia. L’Abbazia si raggiunge da Castelnuovo dell’Abate: una stradina in discesa che poi piega verso sinistra ci riporta indietro nel tempo. Si tratta di un complesso religioso dei benedettini, senza tempo, bellissimo nella sua incredibile semplicità. La chiesa attuale è stata costruita nel XII secolo, su una struttura molto più antica, forse del IX secolo per volere di Carlo Magno. Nel periodo comunale inizia per l’Abbazia un lungo declino. Solo sul finire del XIX secolo, viene intrapresa una lunga opera di recupero che le ha ridato lo splendore originario. Con un po’ di fortuna si può assistere anche a un concerto di Canto Gregoriano, mentre nella farmacia si possono acquistare prodotti realizzati secondo le ricette della millenaria tradizione erboristica monastica, una tradizione che risale all’alto Medioevo.


Bagno VignoniBagno Vignoni, relax alle terme dei romani.
E’ l’ora del relax: guidando lungo la provinciale 55 in direzione sud-est, si svolta sulla statale 323 all’altezza del villaggio Poggio Rosa. Da qui si raggiunge il romantico Castiglione d’Orcia. Bagno Vignoni è un piccolo villaggio di 30 abitanti che ha, al posto di una piazza centrale, una grande vasca d’acqua termale realizzata in epoca rinascimentale. L’area era frequentata sin dai tempi dei romani che già conoscevano le qualità delle acque. Oggi il villaggio è circondato da strutture termali dove andare a rilassarsi per una giornata. La sorgente è proprio sotto la vasca. Da qui l’acqua defluisce in una scarpata del Parco naturale dei Mulini dove si possono ammirare quattro mulini medievali scavati nella roccia, gli unici che potevano funzionare anche nelle estati più siccitose, grazie all’inesauribile acqua termale.

MONTALCINO AND THE VAL D’ORCIA

A riot of summer colors and soft hills, almost lunar in autumn, with churches, avenues, cypresses Living the Val d’Orcia in all seasons is like entering a painting. A picture that can be appreciated in thousands of different angles, between Montepulciano, Pienza, a small homeland of the Renaissance and the “cacio”, and Montalcino, the town where the Castle of Montelifrè rises, in the locality of San Giovanni d’Asso. You have to spend at least a weekend here, among scattered houses where to stay and villages where time seems to have stopped.

The valley, UNESCO heritage. The Val d’Orcia, with its magnificent renaissance villages and its gentle hills, has been a UNESCO heritage since 2004 thanks to the perfect conservation of its landscape, redesigned by man to respect the aesthetic criteria and “good governance” of Renaissance inspiration . Hills and cypresses that break the horizon have influenced the painters of the ‘500, to the point of becoming iconic glimpses of one of the most flourishing artistic and cultural movements that there have been in Italy.

Palazzo_del_Capitano_MontepulcianoMontepulciano, the door of the Orcia. From the Autostrada del Sole, along the border between Tuscany and Umbria, we reach Montepulciano. Perched on a hill, it is a unique village with elegant Renaissance buildings and ancient churches. Despite being one of the most famous places in the world for the production of Nobile wine, it became famous after its squares and palaces were the perfect setting for the protagonists of the movie New Moon of the Twilight saga. Do not miss Piazza Grande and the landscape that can be enjoyed from the highest points of the city on the vineyards of the Val d’Orcia.

Pienza_italyPienza, the “ideal city”. Pienza is the true heart of the valley, with its incredible concentration of Renaissance architecture. In the 16th century it was considered the “ideal city”. Its urban structure is intact, the ancient charm too. Along Corso Rossellino, the rhythm of life slows down among artisan shops where woolen clothes and delicatessens are sold, where the smell of “cacio” is so intense that it dreams of it on the return plane. On the Piazza Piccolomini, named after the Pope who first valued Pienza, overlooks the Duomo, also known as the Cathedral of the Assumption. It is a precious casket, contains various Renaissance paintings and is surmounted by a typical octagonal bell-tower. Palazzo Piccolomini, on the right of the Duomo, the summer residence of Pope Pius II, is an authentic jewel. A visit to its hanging garden that opens onto the Val d’Orcia is unmissable. Opposite the Cathedral is the Palazzo Comunale, once the residence of the Priors and an expression of temporal power. The building is characterized by a large porch and four mullioned windows at the top. Just outside the village, along a slightly downhill road, another place to visit, the Pieve di Corsignano, founded in the seventh century in Romanesque style, which has retained the original name of the village. In fact, the town of Pienza was known as Corsignano. After the intervention of Pius II, the town changed its name and became “the city of Pius”, Pienza.

Cap_vitaleta San Quirico d'OrciaSan Quirico and the chapel on the hill. Leaving the “Ideal City”, move towards San Quirico d’Orcia: it seems to enter into a framework of bare hills, unreal colors, white roads that wind up sinuous between the rows of cypress trees, the small parishes and the farmhouses in the countryside. The road laps the territory of the Crete Senesi to the south, extraordinary and evocative for the calanchi and biancane, phenomena created by the earth due to the erosion caused by rain and wind, which give the landscape a unique element between the gray earth of autumn, gives brushstrokes of calcareous white. Halfway between Pienza and San Quirico d’Orcia there is, hidden behind a hill, the small Chapel of the Madonna di Vitaleta. Surrounded by cypress trees, it was erected in 1553 on an older tabernacle, in the same place where the Madonna appeared to a shepherdess. If you want to visit it, I will accompany you myself, because finding it is not easy. We need to find the small white road that stretches between the hills in an unreal landscape. Then there is a stretch that goes walking on the ridge of a hill, after parking the car behind the gate that blocks the road. San Quirico was an important station along the Via Francigena. Erected on top of a hill, it still maintains its medieval structure, enclosed by its walls. Entering from the north-west door, we are immediately in front of the Collegiate of San Quirico and Giulietta, in Romanesque style with Gothic elements. Next to the Collegiata there is Palazzo Chigi, today the seat of the municipality. Not to be missed are the Horti Leonini, an Italian garden designed by Diomede Leoni during the Renaissance period. Inside, in addition to the statue of Cosimo III de ‘Medici there are also the remains of the Torre del Cassero, a medieval structure destroyed during the Second World War.

1200px-Fortezza-Montalcino-SI-ITMontalcino, the city of wine. We leave the town and follow the regional road 2 to the west. Always to the west, we leave the regional road to continue along the provincial road 14. After a few kilometers we are in Montalcino, the city of Brunello, the town where the Castle of Montelifrè rises in San Giovanni d’Asso. Montalcino is a magical city, the medieval and renaissance structure is perfectly intact. The inhabited area has not undergone changes since the sixteenth century until today. The village is dominated by the mighty Rocca, a fortress built in 1361 when it passed under the dominion of Siena. Not to be missed is the Palazzo dei Priori with its narrow and long tower, the seat of the municipality in Piazza del Popolo, the Episcopal Palace and the Cathedral of the Most Holy Savior. Among the alleys you can get lost among artisans and wine shops where you can buy the two wines that have made Montalcino famous all over the world: Brunello di Montalcino and Rosso di Montalcino. What to visit in Montalcino: the Duomo; the Church of San Lorenzo in San Pietro; the Rocca of Montalcino; the Banfi Castle; the Civic and Diocesan Museum; the Museum of the Community of Montalcino del Brunello; the Glass Museum; the Truffle Museum. The main events in Montalcino: the Sagra del Galletto; the Sagra del Tordo; the Val d’Orcia festival-Montalcino International Festival; the Honey Week; Jazz and Wine; the Giostra di Simone.

Abbazia_di_Sant'AntimoSant’Antimo, the abbey of Charlemagne. After visiting Montalcino you can continue towards Sant’Antimo Abbey south along the provincial road 55. The landscape is now less airy. The barren hills of cypress trees leave space for the bush. The Abbey is reached from Castelnuovo dell’Abate: a downhill road that then bends to the left brings us back in time. It is a religious complex of the Benedictines, timeless, beautiful in its incredible simplicity. The current church was built in the twelfth century, on a much older structure, perhaps of the ninth century at the behest of Charlemagne. In the communal period a long decline begins for the Abbey. Only at the end of the nineteenth century, a long work of recovery was undertaken that gave it back its original splendor. With a little luck you can also attend a Gregorian Chant concert, while in the pharmacy you can buy products made according to the recipes of the ancient monastic heredist tradition, a tradition that dates back to the early Middle Ages.

Bagno VignoniBagno Vignoni, relaxation at the Roman baths. It’s time for relaxation: driving along the provincial road 55 in a south-easterly direction, you turn onto the highway 323 at the Poggio Rosa village. From here you reach the romantic Castiglione d’Orcia. Bagno Vignoni is a small village of 30 inhabitants that has, instead of a central square, a large thermal water basin built during the Renaissance. The area was frequented since Roman times who already knew the qualities of the water. Today the village is surrounded by spa facilities where you can relax for a day. The source is right under the tub. From here the water flows into an escarpment of the Natural Park of the Mills where you can admire four medieval mills dug into the rock, the only ones that could work even in the driest summers, thanks to the inexhaustible thermal water.

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Niccolò Bolognini Martinozzi

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